venerdì 26 agosto 2016

Torre Grillo Cavinato, via Diedro Alto (Cima d'Asta)

Un'altra splendida giornata sui fantastici graniti di Cima d'Asta.
Dopo un paio d'anni di assenza sono ritornato su Torre Grillo Cavinato. Questa torre insieme ad altre, le definerei i "satelliti" di Cima d'Asta, una piccola analogia con quelli del Monte Bianco.
Su questa torre negli ultimi 20/30 anni sono stati aperti vari intenerari molto interessanti e di diverse difficoltà,  dal IV al 6b. Le vie hanno tutte uno sviluppo di circa 200 metri. Alcuni itinerari classici ed altri più o meno spittatti.

La via del Diedro Alto è uno degli itinerari più belli dell'intero gruppo. Le protezioni sono miste, soste a spit e lungo la via chiodi e qualche spit nei punti più compatti su cui le protezioni sono difficili da posizionare o addirittura non posizionabili.

Dopo aver salito un paio d'anni fa, con Elena la via Giorgio, oggi ho quasi salito la via Diedro Alto in solitaria. Dico quasi perché a metà del diedro finale non sono riuscito a superare un tratto per me molto impegnativo, un diedro liscio completamente senza appigli, e piuttosto di rischiare un volo ho preferito ripiegare e scendere in corda doppia dalla linea di salita. Una via senza cima ma ritornerò sicuramente in futuro a completarla.

Comunque sia, la via è molto raccomandabile. Roccia, tranne un tratto con blocchi dubbi, è sempre ottima. 

Per una ripetizione consiglio una decina di rinvii, una serie di friend medio grandi (dal 0,75 al 3,5 DB) e qualche cordino per spuntoni o per allungare qualche rinvio.
Per la discesa, se si arriva in cima, consiglio di seguire la discesa dalla normale. Oppure all'uscita del diedro è possibile scendere in corda doppia lungo la linea di salita.

Accesso: dalla Valsugana, paese di Strigno, prendere le indicazioni per la Val Malene e salire fino alla località Sorgazza (fine della strada). Parcheggiare l'auto e salire a piedi fino al rifugio Brentari (3 ore).

Attacco: dal rifugio Brentari seguire le indicazioni per il Canalone Bassanesi. Dopo circa 20 minuti di cammino tagliare a destra per ghiaioni e raggiungere la base della torre Grillo Cavinato. L'attacco si trova a pochi metri a sinistra di un evidente fessura camino. Nome alla base, ben visibile la prima sosta in alto a circa 20 metri di distanza. 

Difficoltà: VI

Sviluppo: 200 metri circa

Avvicinamento alla torre

Torre Grillo Cavinato, a destra del Canalone dei Bassanesi

I primi tiri della via

Dalla sosta

Il panorama durante la salita

Diedri, fessure, placche e passaggi talvolta esposti

In salita

Il.liscio diedro finale,  tiro chiave della via

In discesa in corda doppia

3. Via Diedro Alto

venerdì 19 agosto 2016

Cima Presanella, Cresta Nord Est

18 agosto 2016

Cima Presanella, Cresta Nord Est (dalla Val d'Amola)

Era da un bel po' di tempo che corteggiavo questo itinerario di misto.
Un primo tentativo era avvenuto nella primavera del 2014, abbandonato a causa della neve troppo alta.
Questa volta la cresta era bella pulita, unico tratto nevoso la cupside finale, quindi un terreno sicuramente più facile, almeno per me che prediligo la roccia alla neve.

Alle prime luci dell'alba 



Difficoltà: AD (su roccia II/III)
Dislivello della cresta: 550 metri
Dislivello complessivo: 1600 metri circa
Sviluppo: 20 km circa
Tempo impiegato complessivamente: 9/10 ore 



Accesso: da Pinzolo, in Val Rendena, prendere la strada per il rif. Nambrone. Si prosegue lungo la strada asfaltata che sale con numerosi tornanti verso i laghi di Cornisello. Dopo circa 8 km prendere la deviazione a sinistra per la Malga Vallina d'Amola, Rif. Segantini. La strada si fa sterrata e a tratti un po sconnessa. Si prosegue fino al suo termine, parcheggio per auto.
Si prosegue a piedi lungo il sentiero 211 per il Rif. Segantini, nel quale è possibile pernottare. Io ho preferito partire direttamente dal parcheggio e percorrere l'itinerario in giornata.
In un ora si raggiunge il bellissimo Rif. Segantini, ottima cucina e cordialità da parte del gestore.

Il piccolo laghetto nei pressi del Rif. Segantini

Dal Segantini si segue la traccia, ben segnata, in direzione della normale della Presanella dalla Val d'Amola. Si percorre la morena fino a quota 2600 metri circa in corrispondenza di un grosso masso a punta verso l'alto, (in alternativa si può seguire anche una traccia a lato del torrente che corre lungo la valle ed evitare il sale e scendi della morena). Da qui si inizia a scendere per portarsi con un lungo obliquo in direzione della Bocca d'Amola fin quasi sul fondo del vallone. Risalire la ripida vedretta d'Amola ricoperta quasi completamente di detriti e piccoli nevai fino a raggiungere la bocchetta, breve tratto di arrampicata fra sfasciumi e neve (3076 m, 3,5 ore dal parcheggio).

Accesso alla Bocca d'Amola

Attacco: dalla Bocca d'Amola ha inizio la cresta nord est per la Presanella. Per fratture e sfasciumi si sale sul lato opposto di salita, per intenderci il versante nord della Presanella, facendo attenzione a non perdere quota. Scegliendo i tratti più facili, in leggero obliquo verso l'alto (tracce di passaggio), si raggiunge la prima sella. Attenzione non risalire il primo risalto direttamente, ma attraversare come precedentemente detto. In questa prima fase l'arrampicata è abbastanza delicata in quanto le cengie sono spesso ricoperte di detriti e terra rendendo talvolta la progressione poco sicura.
Per fortuna dalla prima sella la cresta si fa un po' più ripida e la qualità della roccia migliora. 
Si procede sul filo di cresta con arrampicata divertente e sicura (II/III grado). Numerose sono le possibilità di assicurarsi (spuntoni e fessure). Per chi procede in cordata, consiglio, una progressione in conserva, lunga o corta in base alla propria esperienza. Io eseguito la salita da solo e slegato.

La vedretta d'Amola dalla Bocca d'Amola

Vista la stagione della mia salita (agosto) la cresta era completamente sgombra da neve, chi decidesse di salirla a fine primavera o inizio estate consideri che potrebbe essere ricoperta parzialmente o completamente da neve con pendenze variabili fino a 50°.
Si continua lungo il filo della cresta. Verso la fine aggirando qualche piccolo torrione sul lato Val d'Amola, fino alla cupside finale che in genere è sempre nevosa. 
Indossando ramponi e picozza si superano gli ultimi facili 50 metri (circa) di cresta per arrivare sulla sommità, croce di vetta (3558 m, 5/6 ore circa dal parcheggio).

Il ghiacciaio della Presanella
La cresta NE















Discesa: verso sud est si individua a poche centinaia di metri il bivacco Orobica, quella è la linea da seguire per la discesa. Per sfasciumi ed esili tracce tra i massi si scende verso il bivacco (3368 m). Si prosegue in discesa superando brevi tratti attrezzati con cavo metallico.
La cresta NE



















Fare attenzione a non perdere la traccia che talvolta si perde nella pietraia. Alcuni ometti e segni bianco/rossi aiutano ma talvolta si disperdono.
Inizialmente si segue in discesa la vedretta di Nardis per poi portarsi in Val d'Amola superando la cresta con altri tratti attrezzati recentemente installati a sostituzione delle vecchie attrezzature.
Fare attenzione a possibili tratti innevati che richiedono talvolta l'impegno dei ramponi.
Si raggiunge nuovamente la morena di salita ed in breve al Rif, Segantini (3 ore da Cima Presanella).
Un'altra oretta scarsa permette di raggiungere il parcheggio punto di partenza.

Attrezzatura e consigli
Gita consigliatissima in ambiente grandioso ed isolato. Ma attenzione al dislivello e allo sviluppo impegnativo. Ricordarsi che l'itinerario si svolge in alta quota (3500 metri), a queste altezze il meteo cambia molto rapidamente ed è facile che nevichi anche in piena estate. 

E' necessario un abbigliamento ed attrezzatura di alta quota.
Ramponi e picozza assolutamente necessari.
Per chi sale in cordata, n.d.a, una corda da 50/60 metri è sufficiente, cordini per gli spuntoni e friend medio piccoli per le numerose fessure. 

La cupside nevosa finale
Cima presanella
Cima Presanella
Il bivacco Orobica e la Cima Presanella sullo sfondo
Discesa della normale dalla vedretta di Nardis
Tratti attrezzati sulla normale di discesa
Tratti attrezzati sulla normale di discesa
Discesa dalla normale in Val d'Amola, sullo sfondo il Monte Nero
La morena di salita e discesa

lunedì 15 agosto 2016

Arrampicare ai "piedi" del Bernina

A Campo Moro (quota 2000 metri), in alta Valmalenco, ai "piedi' del Bernina, sorge un'interessante area di arrampicata.
Monotiri e vie multipitch si alternano sulla stupenda roccia di serpentino rosso (roccia metamorfica molto simile allo gneiss).

Le vie sono tutte ottimamente attrezzate con  spit e soste per le calate.
Per una ripetizione è sufficiente una corda singola da 70 metri ed una decina di rinvii, consiglio comunque di portarsi qualche friend medio piccolo perché alcune vie sono spittate un po lunghe.

I settori sono diversi. Se si predilige i monotiri ci si può fermare nei dintorni del rifugio Zoia, mentre per le vie a più tiri portarsi sulle rive del secondo lago (salendo alla seconda diga tenere la  stradina a destra del lago, quasi tutte le vie partono dalla stradina stessa).

Le difficoltà sono varie. Per i monotiri: dal 6a in su, per le vie a più tiri da 5a in su (obbligatorio).

Discesa per le vie multipitch: possibile in corda doppia lungo la via (calate max di 35 metri) o dalla cengia, al termine della vie, per traccia verso la Val Poschiavina.

Sul secondo lago con la vista delle pareti sulla destra.

Alcuni instanti sulla via Caprice (5c/230m)




Le pareti viste dall'alto sulla sponda opposta del lago.

Il settore Pilastri del lago, subito dopo la galleria. Alla base non c'è nessun nome ma si riescono ad individuare gli spit sulla roccia.
L'esposizione è un ovest, quindi le vie al sole al pomeriggio. 

37. Caprice: 5c/230 m

Per ulteriori informazioni consultare la guida: Valtellina Valchiavenna Engadina dell'edizione versante sud

Interessanti proposte anche tra la prima e la seconda diga

mercoledì 3 agosto 2016

Cima Brenta (Dolomiti di Brenta)

Le Dolomiti di Brenta regalano sempre grandi emozioni e così è stato anche oggi
Salito inizialmente con altri obbiettivi, causa il tempo incerto e nuvoloso, "ripiego" su una meta già percorsa e conosciuta, la salita a Cima Brenta dalla normale.

Accesso: da Madonna di Campiglio raggiungere la località Vallesinella (1514 m) dove si parcheggia l'auto.

Descrizione: da Vallesinella si percorre il sentiero n.317 fino a raggiungere il rifugio Casinei (1825 m, 40 min).
Si prosegue per il rifugio Tuckett (2272 m, 2 ore). 

Al rif. Tuckett,  fra le nebbie.

Raggiungere la bocchetta di Tuckett prima lungo sentiero e ghiaioni e nella parte terminale prima della bocchetta per nevaio. Io ho trovato neve è abbastanza morbida e sono riuscito a salire senza l'uso dei ramponi, ma se non si conoscono le condizioni, consiglio di portare con se un paio di ramponcini.

Verso la bocchetta di Tuckett.

Dalla bocchetta prendere il sentiero attrezzato delle Bocchette Centrali (kit da ferrata + caschetto).

La vedretta nord di Cima Brenta ancora ben innevata.

Dalla bocchetta di Tuckett.

Le scalette del sentiero attrezzato delle Bocchette



Cenge attrezzate e scalette metalliche permettono di attraversare pareti rocciose in sicurezza. 



Ad un certo punto, a quota circa 2900 metri di quota si individua sulla sinistra dei grossi ometti, nessuna descrizione, quella è la partenza della via normale per Cima Brenta.
Si sale su rocciette rotte di II grado, andandosela a cercare passaggi di III.
Ometti e tracce identificano la linea di salita, in caso di dubbi percorrere sempre la linea più facile. 
In breve si raggiunge la cresta finale e per finire si giunge sulla Cima Brenta (croce di vetta) (3151 metri, 5 ore da Vallesinella). Attenzione in caso di nebbie, l'orientamento è difficile e si corre di vagare sulle varie anticime. Io personalmente ho seguito, in fase finale, scrupolosamente le indicazioni del gps.

In cima, il meteo ha permesso un'apertura tra le nubi, voglia ripagarmi delle fatiche fatte, e sono riuscito ad effettuare qualche foto.
Una breve pausa per rifocillarsi e senza perdere molto tempo subito in discesa, in Dolomiti, si sa, il tempo cambia velocemente e non vorrei trovarmi nel bel mezzo ad un temporale. 


Discesa: lungo la linea di salita, non voglio brutte sorprese,  ho ancora il cattivo ricordo di una vecchia salita proprio su questa cima che per cercare una linea più veloce mi ero "incasinato" su pareti verticalissime che mi avevano creato non pochi problemi. 

La discesa è veloce, poche le fermate. Il tempo è sempre nuvoloso ed anche se non minaccia piogge, ho voglia di togliermi gli scarponi e sedermi davanti ad una birra. 
Alla fine all'auto in poco meno di 4 ore dalla cima.

Riepilogando, per una salita considerare:
Dislivello: 1700 metri circa
Sviluppo: 20 km circa
Tempi: circa 5 ore per la salita e 4 ore per la discesa. 
Il percorso si svolge per la maggior parte su sentiero facile. Tratti impegnativi sono la ferrata e la salita a Cima Brenta (II/III grado richiede attrezzatura alpinistica o se la si compie slegati, come ha fatto il sottoscritto,  un buon autocontrollo). Dalla cima, si scende in conserva corta o in disarrampicata, non ci sono ancoraggi per doppie. 

Gita di grande interesse perché si svolge in uno degli ambienti più belli delle Dolomiti,  da non sottovalutare per lunghezza del percorso,  per il dislivello e l'impegno psicologico. 
Da affrontare con condizioni meteo favorevoli.